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Ancora una volta la velocità torna ad essere protagonista in negativo, coinvolgendo un calciatore. Protagonista questa volta di un incidente quasi mortale è stato Cristiano Ronaldo,l’attaccante, portoghese neo pallone d’oro, a bordo del suo bolide spedito ad alta velocità, ha perso il controllo della sua Ferrari all'interno di un tunnel nei pressi dell'aeroporto di Manchester, andando cosi a schiantarsi contro un muretto. La fuoriserie del giocatore portoghese è andata completamente distrutta, ma il giocatore se l'è cavata senza un graffio, tante che lo stesso allenatore red devils Alex Ferguson che lo manderà regolarmente in campo, domenica prossima, nel big match di Premier League tra il Manchester e il Chelsea.
Insomma Ronaldo sta bene, ma in altre situazioni non è sempre stato cosi, infatti tale episodio ci permette di riportare alle mente alcune delle recenti tragedie stradali che hanno colpito e stroncato alcune giovani promesse del calcio europeo.
Francois Sterchele: (Liegi, 14 marzo 1982 – Vrasene, 8 maggio 2008) è stato un calciatore belga che giocava nel ruolo di attaccante. Capocannoniere del campionato belga nel 2007, è deceduto a causa di un incidente stradale nel 2008.Il giocatore era all'apice della sua carriera ed era nel giro della nazionale belga che, alla prima uscita internazionale dopo il tragico evento, contro l'Italia il 31 maggio 2008, ha indossato una fascia nera al braccio e rispettato un minuto di silenzio in sua memoria. Sterchele ha iniziato la propria carriera calcistica al FC Loncin, una piccola società di provincia belga inserita nelle leghe inferiori della Provincia di Liegi. A dieci anni si trasferì al R.F.C. de Liège dove giocò per circa dieci anni prima di passare al R.F.C. Union La Calamine. Dopo tre stagioni, fu tesserato dal Oud-Heverlee Leuven, una squadra di terza divisione belga, dove mise a segno 21 reti nella stagione 2004-2005 arrivando secondo nella classifica marcatori del torneo. Nei successivi playoff segnò altri 8 gol che furono determinanti per la propria squadra, che riuscì a raggiungere la promozione nella Seconda divisione belga. A causa delle ottime prestazioni, Sterchele riuscì ad assicurarsi un soddisfacente trasferimento in una squadra di prima divisione, la Jupiler League belga, firmando per lo Charleroi, dove trovò ad allenarlo Jacky Mathijssen, che divenne una figura centrale per la sua maturazione di calciatore. Dopo appena un anno, però, passo al K.F.C. Germinal Beerschot, sempre in Jupiler League, segnando 21 gol in 32 incontri e divenendo capocannoniere belga. Il 19 luglio, 2007, Sterchele tornò sotto la guida del maestro Mathijssen passando al Club Brugge; nella partita d'esordio segnò 2 reti contro il Mons. A fine stagione avrebbe segnato 11 reti in 31 partite. Sterchele non finì il campionato belga 2008 a causa della morte improvvisa. Nelle prime ore della mattina dell'8 maggio 2008, il calciatore belga ebbe infatti un violento incidente automobilistico, impattando alla guida della sua Porsche Cayman S contro un albero. Il giorno prima, Sterchele era andato a visitare alcuni amici di Anversa e avrebbe dovuto incontrare Jurgen Cavens e Vicenzo Verhoeven. Alle 3 del mattino circa, mentre stava tornando a casa nel tratto della strada N49 tra Anversa e Knokke, Sterchele perse il controllo della vettura e sterzando bruscamente finì in un fossato prima di colpire un albero. Nessun altro veicolo fu coinvolto nell'incidente. Gionata Mingozzi (Ravenna, 29 dicembre 1984 – Campagna Lupia, 15 luglio 2008) è stato un calciatore italiano che ricopriva il ruolo di centrocampista. Inizia con il Ravenna, squadra della sua città, in Eccellenza, nella stagione 2001-2002. Con i romagnoli gioca anche un campionato dilettanti e un campionato di C2. Nel 2004-2005 sfiora la promozione in Serie A con il Perugia, collezionando 14 presenze in Serie B. Nel 2005-2006 è acquistato dalla Sampdoria, con cui esordisce in Serie A il 26 febbraio 2006 (Siena-Sampdoria 1-0), per poi scendere in campo in un'altra partita. Nell'estate 2006 è girato in prestito al Lecce, appena retrocesso in Serie B, ma non riesce a collezionare molte presenze con il tecnico Zdenek Zeman. Con l'arrivo del nuovo allenatore Giuseppe Papadopulo Mingozzi, in procinto di passare al Vicenza in gennaio, decide di restare al Lecce ed è schierato più spesso in campo. Nell'estate 2007 passa al Treviso in comproprietà con la Sampdoria in veneto disputa 17 partite. La comproprietà venne confermata anche per l'anno seguente. La mattina del 15 luglio 2008, mentre stava recandosi al raduno della sua squadra per le visite mediche di inizio stagione a bordo della sua Porsche Cayman ha perso il controllo della vettura e si è andato a schiantare contro il rimorchio di un autoarticolato. Nonostante i pronti soccorsi degli automobilisti e l'arrivo delle ambulanze dall’ospedale di Mestre, Mingozzi è morto per i gravi traumi riportati.
Jason Mayélé (Kinshasa, 4 gennaio 1976 – Bussolengo, 2 marzo 2002) è stato un calciatore della Repubblica Democratica del Congo. Ha giocato in Francia ed in Italia (Cagliari e Chievo Verona), oltre che nella propria nazionale della Repubblica Democratica del Congo. Mayélé è stato un attaccante (o all'occorrenza un'ala) del Cagliari e del Chievo Verona, la squadra che ha guadagnato l'accesso all'Europa calcistica nel suo primo anno di serie A. Ha anche rappresentato la propria nazionale nella coppa d'Africa indossando la maglia numero 6. Prima dell'esperienza italiana, questo giocatore aveva militato nel LB Châteauroux (in Francia). Giocò le sue prime due stagioni in Europa al Brunoy nella serie C francese, senza riuscire a emergere e non disputando nemmeno una gara. Si fece invece notare nelle stagioni successive nello Chateauroux, il primo anno in serie C (stagione 1993-1994), in seguito sino a conquistare la massima serie, nell'anno 1996-1997. Il primo anno nella massima serie, in cui segnò 4 reti, venne notato dal presidente del Cagliari Massimo Cellino che lo acquistò, lasciandolo comunque ancora un anno in prestito alla squadra francese. Qui giocò 25 partite segnando ancora 4 gol, ma la squadra non riuscì a salvarsi dalla retrocessione. Arrivato al Cagliari, neopromosso in Serie A, nel suo primo anno disputò 27 gare realizzando una sola rete (1999-2000). Sfortunato nei due anni a seguire, nei quali collezionò 20 presenze nella serie cadetta senza realizzare alcuna rete, venne acquistato dal Chievo nel 2001, ma non ebbe il tempo di mettersi in mostra poiché morì a soli 26 anni in un incidente stradale a Bussolengo, in provincia di Verona il 2 marzo 2002 alle ore 8:15, scontrandosi con un'altra vettura guidata da una donna sessantenne, morta anche quest'ultima sul colpo. Mayelè stava raggiungendo la corriera del Chievo Verona prima della partita con il Parma. Alla sua morte il Chievo ha deciso di ritirare la sua maglia con il numero 30.
Massimiliano Catena (Roma, 1 gennaio 1969 – Spezzano Albanese, 1 ottobre 1992) è stato un calciatore italiano, che giocava nel ruolo di mediano. Faceva della grinta la sua arma migliore, dotato inoltre di un buon tiro. Cresciuto calcisticamente nel Torino, esordisce con i granata in Serie A il 6 novembre 1988 in un match casalingo contro il Cesena (2-0). Al termine della stagione Catena, pur essendo esordiente, riesce a totalizzare 16 presenze, ma il Torino non riesce a salvarsi retrocedendo in Serie B. La stagione successiva viene ceduto in prestito alla Reggiana, neopromossa in Serie B. Con la squadra di Pippo Marchioro sfiora la promozione in A. All'inizio della stagione 1990-91 viene acquistato dal Cosenza, allora militante in Serie B: nella sua prima stagione in Calabria Catena gioca 33 partite e realizza un gol (contro il Pescara). Nella stagione successiva, con Edy Reja in panchina, Catena totalizza 34 presenze in un campionato dove il Cosenza sfiora la promozione nella massima serie, perdendola nell'ultima giornata di campionato a Lecce. Nonostante le richieste sul mercato, Catena viene riconfermato anche per la stagione 1992-93 dove gioca le prime 4 gare di campionato. La sua ultima partita (27 settembre 1992: Cosenza -Ternana) lo ha visto protagonista indiscusso. Il Cosenza sotto di un gol, riesce a pareggiare a 10 minuti dalla fine grazie alla sua rete realizzata con un gran tiro da fuori area. In quell'occasione, Catena attraversò di corsa tutto il rettangolo di gioco per festeggiare e raccogliere l'abbraccio dei suoi tifosi come in un drammatico addio. Catena, dopo quella partita, era infatti partito in licenza per andare a trovare il padre Monaldo malato di tumore. Muore tragicamente 4 giorni dopo a causa di un terribile incidente stradale in prossimità dello svincolo di Spezzano Albanese a pochi chilometri da Cosenza, con la sua auto andata a schiantarsi contro un guard-rail. Oggi la Curva Nord dello Stadio San Vito porta il suo nome. Niccolò Galli (Firenze, 22 maggio 1983 – Bologna, 10 febbraio 2001) figlio dell'ex portiere Giovanni Galli, debuttò nelle giovanili del Torino nel 1993 e l'anno successivo vestì la maglia del Parma. Nel 1995 iniziò a giocare nelle giovanili della Fiorentina, dove mise subito in mostra le sue doti di difensore. Nel 1999 l'Arsenal lo portò a Londra, dove vinse con le giovanili dei Gunners sia il Campionato Under-17 che la Coppa d'Inghilterra Under-18. La nostalgia di casa lo fece tornare in Italia nel settembre del 2000, quando passò in prestito al Bologna. Debuttò in Serie A il 1° ottobre nella gara valida per la prima giornata del campionato 2000-2001 contro la Roma, persa 2-0 dal Bologna. Il 10 febbraio 2001, mentre tornava a casa dopo l'allenamento, morì in un incidente in motorino vicino al centro tecnico del Bologna, perdendo il controllo del mezzo e sbattendo contro un guard-rail in manutenzione, dove era stato lasciato un tubo d'acciaio in posizione pericolosa.Nel 2007 il Tribunale di Bologna ha condannato per omicidio colposo un funzionario della Coop Costruzioni (1 anno e 4 mesi di reclusione), il responsabile dell'ufficio manutenzione stradale del Comune (10 mesi e 29 giorni) ed un tecnico dello stesso ufficio (6 mesi e mezzo). Il Bologna ha deciso di ritirare la maglia numero 27 da lui indossata e di dare il suo nome al Centro Tecnico di Casteldebole. Molti tornei in Italia portano il suo nome. Dopo la sua morte il padre Giovanni ha costituito la Fondazione Niccolò Galli ONLUS che si occupa di raccogliere fondi per scopi filantropici, quali eventi, partecipazioni di sostegno ed un memorial giovanile, anch'esso intitolato a Niccolò Galli, di notevole importanza nel settore calcistico. Vittorio Mero (Vercelli, 21 maggio 1975 – Rovato, 23 gennaio 2002) è stato un calciatore italiano, di ruolo difensore. Deceduto a 27 anni in un incidente stradale. Iniziò la carriera calcistica tra i dilettanti della Pro Belvedere e nella stagione 1991-1992 esordì nei professionisti in Serie C2 a 17 anni con la maglia del Casale, passò poi al Parma, con il quale partecipò al campionato primavera, che a sua volta lo passò al Crevalcore in C2 dove vinse il campionato nel 1993-94. Nel 1995 venne acquistato dal Ravenna, con cui disputò tre stagioni conquistando una promozione in serie B. Nella stagione 1998-99 approdò a Brescia e vi rimase per quattro stagioni, conquistando la promozione in Serie A nel 1999-00, con una parentesi a Terni nelle file della locale squadra, la Ternana nel 2000-01. Nella stagione seguente ritorna a Brescia e partecipa alla Coppa Intertoto come capitano dei biancoblu, arrivando fino alla finale, giocata nel prestigioso Parco dei Principi di Parigi contro il PSG. Proprio nel periodo nella squadra lombarda, l'allenatore Nedo Sonetti gli diede il soprannome di Sceriffo, per l'impegno e la serietà in campo e negli allenamenti. Perì in un incidente stradale a bordo della sua autovettura alle 13:55 del 23 gennaio 2002 lungo l'autostrada A4 all'altezza di Cazzago San Martino, tra i caselli di Ospitaletto e Rovato in direzione Venezia, mentre tornava dalla famiglia a Brescia, essendo squalificato per l'incontro valevole per i quarti di finale di Coppa Italia Parma-Brescia che si doveva giocare alle 17:30 dello stesso giorno allo stadio Tardini di Parma. L'annuncio della sua tragica fine fu dato ai giocatori in campo solo pochi minuti prima del calcio d'inizio della partita, nonostante tifosi e società fossero già a conoscenza dell'accaduto. Roberto Baggio, capitano della squadra lombarda, abbandonò immediatamente il campo in lacrime, seguito dai compagni, e la gara fu rinviata a fine gennaio. Il Brescia Calcio in sua memoria ha ritirato la maglia numero 13.
Catello Mari: A questa drammatica lista ne andrebbero aggiunti ancora tanti, come Catello Mari ex difensore della Cavese, formazione con cui conquistò nel 2006 la promozione in C1, e nella notte di Pasqua perse la vita andandosi a schiantare con il suo maggiolone Wolkswagen contro il guard-rail verso le 4:40, ribaltandosi parecchie volte. Tante vite spezzate, tante giovani morti che potevano essere evitate, ed un invito a tutti i ragazzi a far un buon uso delle proprie vetture, affinché tali tragedie che siano atleti o ragazzi comuni, si possano evitare.
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